Solo...Sigur Ròs
14 Jul 2008, 16:21
Molti dicono che dio non esiste...tra questi c'ero io,fino a qualche giorno fa, prima di vedere il più bel concerto della mia vita e ce ne vorrà prima di vederne qualcun altro della stessa portata.
L'autobus 910 che ci avrebbe portato da Termini all'Auditorium non ne voleva sapere di passare ed erano ormai le 20 e 15 passate e sapendo che ci avrebbe messo una ventina di minuti per arrivar li...iniziavo a preoccuparmi,per fortuna che è arrivato dopo poco. Saltiamo su e si corre attraverso le villette del Parioli prima di arrivare a destinazione.Sull' autobus la gente si sorprende a sentire che noi eravamo giunti sin da Gravina per vedere i Sigur Ros...vabbè non sanno che un concerto del genere a Roma,per noi,è come fosse stato dietro l'angolo...
Arriviamo a destinazione in tempo anche se non riusciamo a vedere Helgi Joansson che accompagnava il gruppo Islandese in Italia.
Alle 21 e 15 circa le luci si abbassano, scoppia un boato dalla platea e dalle tribune che accompagna l'ingresso del quartetto e subito s'inizia con l'organetto che annuncia le prime note di Svefn-G-Englar ed il pubblico trasale ed applaude sinchè parte la sviolinata distorta sulla chitarra di Jonsi e la sua inconfondibile voce invade tutta la Cavea.Solo i primi 5 minuti valgono il prezzo del biglietto ma lo spettacolo continua e con un'esplosione di luci e di suoni scoppia la Prima canzone della tracklist per poi ritornare alla pace tipica dei Sigur Ros...è solo l'inizio di un viaggio che durerà un'ora e mezza circa.
Dopo una serie di effetti ha inizio Glòsòli eseguita perfettamente, ma il colpo di scena scatta durante Se lèst, quando in lontananza si ascoltano i fiati di trombe e tromboni,tutti si chiedono da dove arrivino credendo si tratti di una semplice base, ed ecco che si presenta il quintetto di fiati che come suonasse alla festa di paese fa la sua comparsata sul palco accompagnando il gruppo per poi scomparire dietro il palco ancora continuando a suonare..il pubblico è in totale delirio e le mani non bastano per il tanto applaudire.Si prosegue quindi con l'autentico capolavoro Ny Battery di Ágætis byrjun dove ormai l'orchestra è al completo con i 4 Sigur Ros le 4 Amiina ed i 5 fiati.Seguono Við Spilum Endalaust, Hoppípolla con la sua "coda" Með Blóðnasir,la commovente Fljótavík accompagnata da una bellissima e lenta pioggia di coriandoli bianchi,visibili solo sotto i riflettori che puntano su Jonsi che suona il piano,quasi a voler riprendere una calma nevicata islandese, e che rende l'atmosfera ancor più surreale.
Poi tocca ad uno dei pezzi più attesi della serata, Viõrar Vel Til Loftárasa coi suoi 11 minuti circa di totale alienazione dal mondo ed una surreale pausa di 40 secondi nel bel mezzo (interrotta solo da qualche "wow" dei soliti deficenti)...e credendo che la canzone fosse finita la gente applaude,ma ecco che riprende e si ritorna a viaggiare.
Non ci sono pause, solo un breve "thank you" tra qualche canzone e l'altra per evitare di rovinare l'atmosfera.
Si passa subito da pezzi più recenti, Góðan Daginn, ad altre pietre miliari di album più vecchi come Saeglopur per ritornare all'ultimo Með Suð Í Eyrum Við Spilum Endalaust con Inní Mér Syngur Vitleysingur. Meno conosciuta, ma comunque bellissima, Hafssól tratta dall'album Heim che termina con un esplosione della batteria quasi fosse la fine di uno spettacolo pirotecnico mentre Jonsi picchia duro l'archetto sulla chitarra sino a romperne completamente le crine ed è quasi di liberazione il calcio che scaraventa via la grancassa..inevitabile l'ovazione del pubblico. Lo spettacolo volge al termine;ci vien chiesto di restare in piedi e di accompagnare quello che poi si è rivelato il penultimo pezzo battendo le mani ed ecco che la cavea esplode all' imperterrito battere dei tamburi di Gobbledigook con il lancio di coriandoli da due pseudo-cannoni,quasi a voler chiudere in festa il concerto.Ed infatti al termine le luci si spengono ed i 13 lasciano al buio il palco;nell'oscurità si notano dei movimenti la gente sa che ritorneranno ed infatti rieccoli tutti quanti che danno inizio all' ultima canzone,secondo me una delle più belle e spettacolari dell'intero concerto...11 minuti di totale delirio di Untitled 8(Popplagið) col suo inizio lento e la progressione graduale verso un finale in cui tamburi, batteria, chitarra, piano, viole, violini e violoncelli si incontrano perfettamente ed offrono una delle sensazioni più belle mai vissute.
Dopo un'ora e mezza di totale orgasmo musicale le luci si accendono i Sigur Ròs si presentano al completo con gli archi ed i fiati, le mani si spellano e s'arrossano ma gli applausi non sono sufficienti.La gente spera invano in un altro bis ma ci si deve accontentare di un ultimo ritorno in scena del quartetto che si gode gli ultimi meritatissimi applausi.
Sicuramente una delle esperienze più assurde per il semplice motivo che ha fatto provare miliardi di sensazioni in pochissimo tempo:gioia e commozione calma ed agitazione...questi sono i Sigur Ros...
Ringrazio sunset451 per alcuni suggerimenti che tramite una rete invisibile son giunti al mio cervello scrivendo la recensione dato che non avevo letto nè altre recensioni nè commenti prima...ah!cosa fanno i Sigur Ròs!
:D
Comments
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sunset451 wrote:
sì vabbene compà però non fregarmi le frasi :-) ahahah
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Radioactivehead wrote:
ahah scusa ma non ho neppure letto le altre recensioni...sarà che alla fine abbiamo visto lo stesso concerto di un gruppo che ci piace allo stesso modo.
Sorry..
Ale -
Radioactivehead wrote:
tra l'altro, per curiosità...dove le hai scritte tra le recensioni non ci sei??
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sunset451 wrote:
auahauha no vabbè erano tra i commenti del forum le mie frasi...cmq bellissima, vuol dire che abbiamo provato le stesse cose...
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sunset451 wrote:
mitico! ahahahaha
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piermario wrote:
Gran bella recensione... posso sottoscrivere :)
